sabato 10 marzo 2012

MAGIA MENTALE-->IL FONDAMENTO DEGLI "ISMI" MODERNI

Sono pienamente a cognizione del fatto che molte ingegnose teorie sulla magia mentale sono state messe in campo da scrittori moderni per poterne spiegare i fenomeni. Ma tutti gli studiosi di questa materia sanno bene che queste teorie, per quanto abilmente concepite, sono più o meno contraddittorie, e numerosi lettori si sono estraniati con disgusto da tale ricerca dopo un vano tentativo di conciliare le divergenti opinioni. E, peggio ancora, sono sorti vari culti, sette ed ismi, i cui promulgatori e dirigenti hanno fatto uso della fenomenologia mentale per edificarvi sopra i propri castelli religiosi, filosofici e metafisici.
 Molti di questi culti hanno praticamente preteso il monopolio della forza naturale, noncheè il diritto di essere gli unici guardiani dei segreti di questa, asserendo di essere solo essi nella realtà, e tutti gli altri dei bassi imitatori, per quanto tutti dimostrino di essere giunti perlomeno ad una nozione di lavoro della forza stessa ed abbiano ottenuto dei risultati (pervenuti pressappoco ad una stessa percentuale di successi; benchè ciascuno neghi all' altro il possesso di una sufficiente cultura attorno a tale energia, ed il diritto di usarla. Non risulta evidente ad ogni osservatore intelligente che tutti si servono della medesima grande forza naturale, malgrado le contrastanti teorie, e che i risultati sono ottenuti a dispetto delle teorie piuttosto che in conseguenza a queste?

"Quello che aveva presentato come un problema da risolvere era un
vero e proprio enigma. Non avevo nessuna idea di come cominciare e
neppure di quello che aveva in mente. Diverse volte chiesi un indizio, o
almeno un suggerimento, sul come procedere per individuare un punto in
cui sentirmi forte e a mio agio. Insistei e insinuai che non avesse nessuna
idea di ciò che intendeva véramente perché io non potevo concepire il
problema. Mi suggerì di camminare intorno al portico finché non trovassi
il posto.
Mi alzai e cominciai a misurare il pavimento a passi lenti. Mi sentivo
stupido e mi sedetti davanti a lui.
Don Juan cominciò ad arrabbiarsi e mi accusò di non dargli retta,
suggerendo che forse non volevo imparare. Dopo un poco si calmò e mi
spiegò che non tutti i posti erano buoni per sedere o stare, e che nei limiti
del portico c'era un solo posto che era unico, un posto in cui avrei potuto
stare a mio perfetto agio. Distinguerlo da tutti gli altri posti era compito
mio. Il concetto generale era che io dovevo 'sentire' tutti i possibili posti
che fossero accessibili fino a che potessi determinare senza ombra di
dubbio quale fosse quello giusto."
                                                                Carlos Castaneda. A scuola dallo stregone.

Forse il miglior modo si iniziare il nostro esame della materia di cui si tratta sarebbe quello di rivolgere la nostra attenzione alle definizioni etimologiche delle due parole che formano il titolo di queste lezioni: magia mentale. E' sempre cosa buona ricorrere al dizionario allorchè si intraprenda la disamina di qualche argomento, poichè, così facendo, si giunge a formarsi un' idea dello spirito con cui il popolo usò in principio questi termini, dando al proprio pensiero, riguardo a ciò, una base solida e sicura. Ci si pone, in tal guisa, nella posizione di colui che ci pensò su la prima volta, e si ha il vantaggio che deriva sempre dal possesso di un nuovo pensiero che sgorga dai più intimi recessi della mente. In altre parole ci si forma un' idea libera dalle escrescenze che si attaccano posteriormente ad essa.
 L' aggettivo mentale deriva dalla parola latina mens, mente, e significa della mente o appartenente alla mente. Le definizioni di mente sono spesso vaghe ed imperfette, e ciò è comprensibile, poichè gli uomini non conoscono la vera e propria natura della mente, e possono definirla solo in funzione dei suoi stati. Forse, una fra le definizioni più chiare è questa: per mente intendiamo semplicemente ciò che percepiamo, pensiamo, desideriamo e vogliamo.

Il primo termine di magia deriva dalla parola persiana mag, che significa prete. I preti persiani erano operatori di miracoli o Magi, con il cui vocabolo viene designata la casta ereditaria dei preti dell' antica Persia e Media.
 Quest' ordine di Magi, o culto esoterico del sacerdozio di Zoroastro, rappresentava il centro dell' antico occultismo in quel periodo della storia del mondo, e la sua influenza fu sentita in tutte le parti del globo, ed ancora oggi continua a farsi sentire. I suoi membri godevano di tanta reputazione ed erano talmente rispettati da rendere i termini Sapienti e Magi sinonimi. I tre Re Magi che compaiono al momento della nascita di Gesù erano noti come Magi o Sapienti provenienti dall' Oriente.
 Dalla parola Magi derivò il termine magia., che Webster definì nel modo seguente:
"Scienza occulta che si credeva essere posseduta dai Magi, e che rifletteva le forze oscure della natura; dominio delle potenze segrete della natura, con spiegamento di straordinarie proprietà che vanno aldilà della potenza umana....."
Possiamo dunque attribuire alla parola magia questo significato: Dominio delle forze occulte della natura. Lo stesso termine indica l' esistenza di tali forze, nonchè la possibilià di dominarle o controllarle
 

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