mercoledì 7 marzo 2012

PIANTE E SOSTANZE ENTEOGENICHE: K-CEREMONY

Come accennato nell' articolo introduttivo, dedicheremo una consistente parte di questo blog all' approfondimento delle erbe o delle sostanze psicoattive, in grado di modificare le percezioni sensoriali e favorire quindi l' ispezione enteogenica (del proprio io) oppure esogenica (delle realtà aldifuori del proprio corpo e della propria mente, e tuttavia impercettibili sul piano materiale). Sebbene i più esperti psiconauti possano entrare ed uecire a piacimento dalle loro trance senza uso di sostanze, le stesse sono necessarie, quendo si voglia intraprendere un viaggio psichico da parte di chi non è addentro alle tecniche di esplorazione extrasensoriale.

Ma è doveroso fare delle raccomandazioni:

1)Qualsiasi sostanze, che sia essa una pianta spontanea o una molecola creata in laboratorio, va presa con la massima cautela e moderazione. E sopratutto, evitare di sperimentare una nuova sostanza da soli. Ed anche quando si assumono sostanze enteogene in gruppo, sincerqarsi di usare tutti la medesima sostanza e che almeno un componente del gruppo, che già conosce gli effetti della sostanza che si va ad usare, si astenga dall' assunzione, in modo da poter svolgere la funzione di sitter, ossia colui che veglia sui compagni in trance ed intervenga qualora le cose si vadano a mettere male per qualcuno


2)Le sostanze enteogeniche non vanno prese con leggerezze, giusto per il piacere di "sballarsi". Questo blog non è una guida per chi cerca ebbrezza a buon mercato. se siete dei volgari "fattoni" alla ricerca di nuove esperienze, compratevi una bottiglia di alcool ed abbandonate questo blog: non fa per voi. Questo è un blog di studio, non si ricerca il volgare piacere, l' abbruttimento, ma la conoscenza e l' esplorazione della forza sottostante.


3) Proprio riguardo la forza sottostante, vi consiglio di rileggere il precedente articolo sulla magia mentale: qualsiasi fenomeno che descriveremo, sia che sia causato da sostanze psicotrope, sia da tecniche meditative, che sia la descrizione di un rito yaqui, piuttosto che huna, o paleocristiano, o celtico, o voudù, ricordate questo: può cambiare la forma sotto cui si manifesta il potere mentale, ma il principio è uno solo: quello che abbiamo accennato, e che tratteremo ampiamente, nelle lezioni sulla magia mentale, e non fatevi ingannare neanche dal termine magia, poichè i fenomeni che andremo a trattare, per quanto incredibili, sono scientificamente e razionalmente spiegabili, ed è proprio quello che faremo in questo blog: spiegheremo l' inspiegabile, e sbugiarderemo tutti i falsi santi, ciarlatani e stregoni che, nel corso dei secoli, e tutt' oggi, assoggettano alla loro volontà altre persone mediante l' uso coscienzioso di questi fenomeni psichici.



Ricordate sempre le parole scritte in corsivo. E quando quello che scriverò potrà sembrarvi assurdo (tratteremo presto di fenomeni che potrebbero sembrare tali, come lo spiritismo) rileggete i tre punti in corsivo, e sopratutto, prestate attenzione particolare alle lezioni sulla magia mentale, poichè è lì la chiave di tutto. Ad ogni modo, mi preoccuperò io stesso di riprendere i tre punti che vi ho accennato ogni qualvolta sarà necessario tenere i piedi ben piantati per terra.


Oggi cominceremo col descrivere gli effetti di una sostanza non troppo pesante, una sostanza che si può legalmente acquistare e tenere, in Italia. Fa parte della categoria delle smart drugs, le droghe furbe, ossia  sostanze che contengono vitamine, farmaci, estratti vegetali, efedrina, caffè e altre sostanze, capaci di di aumentare le potenzialità cerebrali di chi le assume.

Queste "droghe“, secondo il racconto di chi le ha provate o di chi abitualmente le utilizza, dovrebbero:aumentare la capacità di pensareaumentare la capacità di apprendimento e la memoriarallentare o addirittura prevenire l'invecchiamento del cervello e conseguentemente delle sue funzioni vitali.
Possono essere sotto forma di pastiglie, polvere oppure liquide e hanno sia un'origine naturale che di sintesi.

Le sostanze enteogeniche vennero definite da Carlos Castaneda, nella sua serie di saggi antropologici sul suo apprendistato di sciamano presso il vecchio stregone yaqui don Juan, con il nome di alleati. Ed è con questo termine che le chiameremo anche noi.

L' alleato di cui tratteremo oggi è la K-CEREMONY.  La K-Ceremony è un rilassante ricavato da una pianta dell'Oceano Pacifico, conosciuta come "bevanda della pace“, viene utilizzata per ottenere uno stato di spensieratezza e per cercare un contatto con se stessi e con gli altri.
K-Ceremony non è altro che il nome commerciale del KAVA KAVA (piper methisticum), ossia una pianta utilizzata da millenni dalla popolazioni degli arcipelaghi polinesiani per preparare, appunto, un infuso dalle straordinarie proprietà rilassanti. Fino alla fine degli anni '90, era facilmente reperibile in tutte le erboresterie italiane, prima di essere ritirato dal commercio a causa di alcuni consumatori che rischiarono il coma, probabilmente dopo averlo associato incautamente con altri depressori del sistema nervoso centrale.
La kawa-kawa, o Piper methysticum, è una pianta della famiglia delle Piperacee, e cresce nell'area della Polinesia, delle isole Sandwich e in generale nelle Isole dei Man del Sud; è un arbusto di cui si utilizza soprattutto la radice, o sotto forma di te o tradizionalmente, masticata e sputata in una ciotola di latte di cocco. Solitamente questa droga si prepara mescolando g 30 di radice essiccata e polverizzata, mescolati con due cucchiai di olio di cocco, uno di lecitina, e tre litri di acqua o di latte di cocco. In piccoli dosi la kawa-kawa produce uno stato di leggera euforia; in dosi più alte estrema rilassatezza, letargia e sonnolenza e intorpidimento degli arti inferiori e poi sonno; alcune volte si presentano allucinazioni visive e auditive che svaniscono dopo un paio d'ore. I primi a scoprire questa droga furono i grandi navigatori del Settecento. Alessandro Malaspina, a Vanuatu, si vide offrire la "cava", e, pur sapendo degli effetti che avrebbe prodotto a lui e al proprio equipaggio, e pur disgustato dalla preparazione (che in questo caso era appunto quella del masticamento) accettò assieme agli altri di berla, e non gli accadde nulla. Questo problema è stato discusso a lungo, e pare che si tratti essenzialmente di un problema, più che di razza, di abitudine alla sostanza, dal momento che i suoi effetti sono "accumulabili" solo con l'abitudine del corpo alla sostanza in questione. I missionari fecero in seguito il possibile per far diminuire il suo uso, e parzialmente ci riuscirono, ma la kawa-kawa continuò in questo senso ad essere usata soprattutto in occasione di festività; nelle isole Tonga, ad esempio, il suo uso è limitato agli uomini; nelle Samoa viene offerta, dopo un'invocazione agli dei, nelle grandi feste della collettività, mentre nelle isole Figi segue un rito particolare, per cui il processo della masticatura è appannaggio delle ragazze.

Le preparazioni fatte con la radice fresca sono molto più potenti di quelle che usano la radice essiccata, che risultano più rilassanti che inebrianti. Il Kava rilassa i muscoli e causa pruriti o intorpidimenti fisici e rallentamento dei riflessi senza alcuna perdita di lucidità mentale.
In Germania vengono prodotti preparati con Kava di alta qualità, usati come calmanti e sonniferi. Sono diversi dalla Valeriana perchè producono una piacevole ebrezza e sensazioni di rilassamento fisico. Sono pure disponibili Kava secco in polvere, pillole e in grosse scaglie. Viene usato anche per preparare un té rilassante; la radice masticata addormenta la bocca e rilassa.
Si possono assumere pastiglie contenenti da 40 a 70 mg di kavalattoni, o kavapironi, gli ingredienti attivi, ma non bisogna superare i 300mg al giorno, dato che dosi superiori possono dare effetti intossicanti non piacevoli: questa non è la radice fresca che usano i Polinesiani!
Il livello di ansietà potrebbe iniziare a diminuire dopo una settimana dall´inizio dell´assunzione, ma l´effetto massimo solitamente non compare prima di quattro-otto settimane. Bassi dosaggi di Kava sono solitamente sicuri, ma anche questi dovrebbero essere evitati in caso di gravidanza e allattamento o se si assumono alcol, tranquillanti e sedativi da prescrizione, farmaci per il morbo di Parkinson (levodopa). Viene anche usato come sostituto naturale dei ´calmanti´ di sintesi, che spesso danno dipendenza. Un suo uso prolungato e abbondante provoca un ingiallimento della pelle che però sparisce in breve interrompendo l´assunzione. Può anche causare disturbi -pure reversibili- alla pelle e agli occhi.

Il Kawa presente sul mercato occidentale, la k-ceremony, appunto, viene smerciato sotto forma di capsule contenenti 140 mg di kawa standardizzato al 55%, in confezioni da 8 capsule. Per ottenere gli effetti desiderati (ricordando quello scritto sopra, e cioè che, le prime volte, potrebbe addirittura non fare effetto) si assumano da due a quattro capsule con abbondante acqua. EVITARE ASSOLUTAMENTE LA COINGESTIONE DI ALCOOLICI, ANSIOLITICI O TRANQUILLANTI E QUALSIASA ALTRA SOSTANZA PSICOATTIVA. C' è chi usa assumerlo in concomitanza di eccitanti, quali la sida cordifolia, ma, come detto prima, noi non caldeggiamo questi usi concomitanti di psicoendogeni, poichè ogni sostanza, ogni alleato, ha una sua precisa funzione nel raggiungimento di nuove percezioni. I miscugli servono solo a creare confusione ed una ebbrezza inutile, oltrecchè pericolosa.

Oltre che per i suoi effetti psicotropi, il Kawa è usato anche per preparati medico-galenici:
l' effetto sul sistema nervoso è inizialmente stimolante, quindi depressivo, finendo con la paralisi dei centri respiratori. L'azione irritante e l'insolubilità della resina ha limitato il suo uso come anestetico locale, ma per oltre 125 anni le radici di kava sono state trovate efficaci nel trattamento della gonorrea acuta e cronica, nelle vaginiti, leucorrea, incontinenza notturna e altri disturbi del tratto genito-urinario. Nell'azione locale somiglia al pepe. Una resina al 20% di olio di Kava in olio di sandalo, chiamata gonosan, è usata internamente per la gonorrea. Essendo un anestetico locale esso allevia il dolore ed ha un effetto afrodisiaco; ha anche un effetto antisettico sulle urine. E' un forte diuretico ed è utile per la gotta, reumatismi, bronchiti ed altri disturbi.

Torneremo in futuro a parlare del Kava Kava soffermandoci sulla sua funzione etno-antropologica e sull' uso che ne viene fatto nella sua terra d' origine. Benchè il Kava Kava non sia una pianta ad  esclusivo appannaggio degli sciamani, bensì, come scritto sopra, sia usata in cerimonie popolari dagli indigeni polinesiani ed hawaiani, sarà interessante analizzare il legame che c' è fra questi popoli e la pianta, e le porte che la medesima pianta è in grado di aprire a chi sappia accostarsi ad essa con consapevolezza e rispetto.

Nessun commento:

Posta un commento